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30 giugno 2013 7 30 /06 /giugno /2013 13:24

antibioticiGli antibiotici vanno usati con cautela e solo se prescritti dal medico, purtroppo spesso si utilizzano in maniera eccessiva e sconsiderata. Tutti i farmaci possono provocare effetti collaterali, quelli derivanti dall’assunzione di claritromicina sembrano essere particolarmente gravi.

 

Da un recente studio inglese si apprende che esiste un collegamento tra l’assunzione di claritromicina e la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari nei pazienti con patologie polmonari. L’antibiotico, commercializzato in Italia come Klacid e Macladin, è indicato per le infezioni del tratto respiratorio, in particolare bronchiti e polmoniti, sia batteriche che atipiche. Si utilizza, inoltre, negli episodi acuti della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Il farmaco trova impiego anche per alcune infezioni della pelle quali impetigine, eresipela, follicolite, foruncolosi e ferite infette. E’ efficace, inoltre, nel trattamento dell’ulcera peptica in quanto eradica l'Helicobacter pylori.

 

Lo studio, pubblicato il 20 marzo 2013 sul British Medical Journal (bmj.com), ha preso in esame circa 3.000 pazienti, 1.631 affetti da polmonite, 1.343 in cura per BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Una volta dimessi dall’ospedale i ricercatori hanno potuto constatare che il 26% dei pazienti trattati con claritromicina è andato incontro ad un problema cardiaco. Nei pazienti che non avevano assunto l’antibiotico l’evento cardiovascolare si presentava solo nel 18% dei casi. "In assoluto - riferiscono gli autori - il risultato suggerisce che c'è un evento cardiovascolare in più ogni otto pazienti trattati con claritromicina”. I ricercatori sottolineano che le loro scoperte richiedono conferme ma un insieme di evidenze suggeriscono un possibile collegamento tra rischi cardiovascolari a lungo termine e l’assunzione di alcuni antibiotici come i macrolidi.

 

fonte: British Medical Journal

 

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10 agosto 2012 5 10 /08 /agosto /2012 11:07

omeopatia.jpgUn tribunale californiano ha condannato per pubblicità ingannevole la società Boiron, leader mondiale dell’omeopatia. La class action intentata da un gruppo di cittadini costerà alla società quotata in borsa 12,5 milioni di dollari. La vicenda prende il via nell’autunno 2011 quando alcuni consumatori denunciano il gruppo francese, dopo una decina di mesi un tribunale federale della California emette la sentenza.  Sul banco degli imputati l’Oscillococcinum, rimedio omeopatico antinfluenzale, che a dire di alcuni acquirenti non avrebbe sortito alcun effetto benefico sulla loro salute.

Il giudice ha ravvisato nei fatti il reato di truffa a danno dei consumatori che hanno acquistato e assunto il preparato convinti contenesse il principio attivo riportato sull’etichetta e non semplice acqua e zucchero. L’Oscillococcinum, prodotto in Francia da più di 65 anni  è commercializzato in oltre 50 paesi del mondo. Il principio attivo di cui non risulta traccia sarebbe l’estratto di fegato e cuore di anatra muschiata (Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum). Oltre al risarcirmento economico la sentenza impone alla multinazionale francese di inserire nelle etichette le informazioni corrette e la dicitura che le pillole omeopatiche non sono riconosciute come medicine dalla Food and Drugs Administration.

 

fonte: Globalist.it

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27 luglio 2012 5 27 /07 /luglio /2012 16:15

imagest.jpgNon tutti i farmaci sono compatibili con le temperature torride e l’esposizione al sole. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato oggi sul sito internet un vademecum per chi assume medicinali nella stagione estiva. Alcuni principi attivi, si legge nel sito Aifa, se utilizzati in condizioni climatiche caratterizzate da alte temperature, possono provocare o potenziare sintomi connessi all’ipertermia. Per alcuni farmaci, l’interazione con il caldo ambientale risulta dall’azione diretta del farmaco ed è quindi strettamente correlata all’effetto terapeutico, per altre sostanze, l’interazione negativa con le alte temperature risulta da effetti farmacologici indiretti.

Alcuni farmaci, e anche preparazioni a base di estratti vegetali, spiega Aifa, possono causare reazioni da fotosensibilizzazione a seguito dell’esposizione ai raggi solari. Controllare attentamente le istruzioni in caso di assunzione di antibiotici (tetracicline, chinolonici) (1), sulfamidici (2), contraccettivi orali (pillola) (3), antinfiammatori non steroidei (FANS), prometazina (antistaminico) (4).

Per chi soffre di ipertensione (pressione alta), o malattie cardiovascolari è importante sapere che il caldo può provocare l’abbassamento della pressione anche in soggetti ipertesi, pertanto la terapia farmacologica, (ACE inibitori in associazione o meno con diuretici, sartani, calcio antagonisti, diuretici, beta bloccanti, bloccanti dei recettori alfa adrenergici) potrebbe richiedere un riadattamento da parte del medico/specialista nel periodo estivo. Le terapie in corso, raccomanda Aifa, non vanno mai sospese autonomamente, una sospensione anche temporanea della terapia senza il controllo del medico può aggravare severamente uno stato patologico. È opportuno, inoltre, effettuare un controllo più assiduo della pressione arteriosa. 

Chi usa farmaci a base di ketoprofene dovrebbe evitare l’esposizione al sole (fino a due settimane dopo il trattamento) dopo l’applicazione di gel/cerotti a base di questo principio attivo (5). Il ketoprofene, si legge nella nota, è un farmaco antinfiammatorio non steroideo usato per il trattamento del dolore e delle condizioni di natura infiammatoria. Il suo uso non è esente da effetti indesiderati che riguardano soprattutto la cute e sono principalmente dovuti a fenomeni di fotosensibilizzazione. Questo tipo di reazioni è più comunemente riportato con le formulazioni topiche a causa della più alta concentrazione di farmaco a livello della cute. Il ketoprofene può dare anche dermatiti da contatto di natura fotoallergica, con lesioni polimorfe e eczematose, che dipendono dalla dose e possono estendersi anche ad aree non irradiate. La fotosensibilizzazione cutanea da ketoprofene è un evento atteso. Nella scheda tecnica dei farmaci a base di ketoprofene, infatti, sono presenti delle specifiche avvertenze. I medici ed i farmacisti devono avvisare i pazienti che durante il trattamento e nelle due settimane successive è assolutamente controindicato esporsi alla luce solare, compreso il solarium.

Cautela anche con le creme a base di prometazina, spesso utilizzate per le punture di insetti o allergie cutanee. In caso di utilizzo lavare accuratamente la zona interessata, in modo da evitare la comparsa di macchie o, peggio, vere e proprie ustioni. Per tutti gli altri medicinali in forma di gel/crema verificane la compatibilità con l’esposizione al sole. Per quanto riguarda la zona intorno agli occhi sono da evitare i prodotti che con il calore potrebbero entrare a contatto con la superficie oculare (creme o pomate non idonee all’uso oftalmico). Esposizione al sole sconsigliata, aggiungo, anche per chi utilizza trattamenti topici a base di retinoidi per la terapia dell’acne. In conclusione Aifa raccomanda di segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, in concomitanza con una terapia farmacologica, perché non tutti i farmaci possono avere effetti facilmente correlabili al caldo.

 

Note:

1) Tetracicline: doxiciclina iclato. Chinolonici: Lomefloxacina cloridrato, Levofloxacina, Ciprofloxacina cloridrato monoidrato, Enoxacina, Norfloxacina, Pefloxacina mesilato, Ofloxacina, Rufloxacina cloridrato, Moxifloxacina cloridrato.

2) Sulfamidici: Trimetoprim e Cotrimoxazolo

3) Etinilestradiolo/Drospirenone, Etinilestradiolo/Gestodene, Estradiolo Valerato/Dienogest, Etinilestradiolo/Levonorgestrel, Etinilestradiolo/Norelgestromina, Clormadinone Acetato/Etinilestradiol, Desogestrel, Etinilestradiolo/Desogestrel

4) Farmaci contenenti il principio attivo prometazina: Farganesse (uso sistemico). Reactifargan, Prometazina Dynacren, Fenazil (uso topico).

5) Farmaci contenenti il principio attivo Ketoprofene: Alket, Artrosilene, Dolgosin Euketos Fastum, Flexen, Ibifen, Isofenal, Keplat, Ketartrium, Ketofarm, Ketodol, Ketoplus, Ketoprofene Almus, Ketoprofene Doc Generici, Ketoprofene Eurogenerici, Ketoprofene Sandoz, Ketoprofene Teva, Ketoprofene Union Health, Ketoselect, Ketum, Lasoartro, Lasonil, Liotondol, Meprofen, Orudis, Reuprofen.

 

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23 luglio 2012 1 23 /07 /luglio /2012 17:51

imagesCAXK5KSFLa benzilpenicillina continua a far parlare di sé. Ieri Repubblica riportava la riflessione di Gian Franco Gaetani, medico in pensione, sul caso penicillina. Pubblico per intero la lettera del dottor Gaetani che riassume la vicenda e suggerisce una soluzione di buon senso.

 

Sono un medico in pensione e mi è capitato di prescrivere naturalmente un tipo di penicillina ad azione prolungata che in genere viene somministrata per lunghi periodi (anni) ad intervalli variabili tra i 15 e i 30 giorni. Presenta alcune difficoltà di preparazione ma i pazienti, ricevuti gli opportuni suggerimenti, riuscivano facilmente a farsela iniettare da un parente o da una infermiera. Il costo era inferiore ai due euro ed era a totale carico del servizio sanitario nazionale (fascia A). Recentemente mia moglie ha avuto bisogno di questo prodotto e sono venuto a conoscenza che il suo prezzo è passato a 24 euro al flacone e era a totale carico del paziente.

Ultimamente Biopharma ne ha ridotto il prezzo a 16 euro ed è a carico del Ssn solo per pazienti affetti da febbre reumatica o sifilide. Ma nel prontuario farmaceutico francese questo antibiotico, confezionato alla vecchia maniera (penicillina liofilizzata più una fiala di solvente-Sanofi Aventis) è disponibile a 2.84 euro. In fase di "spending review", non converrebbe importarlo dalla Francia o produrlo in Italia ad un prezzo "normale"?

Gian Franco Gaetani gf-gaetani@libero. it

 

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6 giugno 2012 3 06 /06 /giugno /2012 10:42

imagesCAOW9MAELa benzilpenicillina benzatinica (benzatilpenicillina) sarà erogata gratuitamente dal SSN per la profilassi della malattia reumatica e recidive e per curare la sifilide. Il farmaco potrà essere dispensato a carico del SSN solo su prescrizione da parte di centri specializzati, Universitari e delle aziende sanitarie, e secondo modalità adottate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. La notizia è stata ufficializzata il 4 giugno sulla Gazzetta Ufficiale n. 128 con la pubblicazione della Determinazione AIFA 24 maggio 2012: “Istituzione della Nota 92. Note AIFA 2006-2007 per l'uso appropriato dei farmaci”, in vigore dal 5 giugno 2012.

La nota riporta le problematiche inerenti la diagnosi e terapia delle due patologie per cui il farmaco è a carico del SSN. Per quanto riguarda la febbre reumatica si legge che la dispensazione gratuita è legata alle seguenti condizioni: per la profilassi primaria della malattia reumatica il trattamento antibiotico deve essere riservato ai soggetti in cui sia ragionevolmente certa un'infezione delle prime vie respiratorie sostenuta da S. Pyogenes, per evitare l'uso inappropriato di antibiotici ed esporre pazienti a rischi di tossicità in assenza di evidenti benefici. La profilassi secondaria, è volta a prevenire le recidive di malattia reumatica. La diagnosi di malattia reumatica, secondo i classici criteri di Jones (Jones, 1944), successivamente rivisitati (Special writing group, 1992), è basata sulla presenza di almeno due manifestazioni maggiori (cardite, artrite, interessamento cutaneo, corea minor), oppure una manifestazione maggiore più due minori (febbre, alterazioni ematochimiche, dolori articolari vaghi, isolamento dello streptococco nel tampone faringeo).

Per quanto riguarda la sifilide la nota informa della recrudescenza della malattia e precisa come il trattamento in questo caso rappresenti anche una strategia prioritaria ai fini di ridurre il diffondersi dell'infezione da HIV. Le lesioni epidermiche provocate dall’agente patogeno della sifilide possono facilitare la trasmissione del virus HIV, per questo motivo, conclude la nota, ” il trattamento ottimale consiste in “un obbligo inderogabile non solo per la tutela della salute delle singole persone colpite, ma anche un prioritario obiettivo di salute pubblica”.

fonte quotidianosanità.it

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1 giugno 2012 5 01 /06 /giugno /2012 11:17

imagesCAOW9MAELa Benzilpenicillina dopo il rincaro folle da 2 a 24 euro a fiala e il passaggio nella fascia C, a carico del cittadino, torna reperibile gratuitamente nelle farmacie. L'Aifa ha diffuso un comunicato che spiega come, dopo un lungo e complesso procedimento nei confronti della casa farmaceutica che produce il farmaco, la benzilpenicillina benzatinica sarà presto disponibile gratuitamente per i malati cronici che ne hanno bisogno. La notizia è riportata da Altroconsumo che sul sito online precisa: “Il provvedimento non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale: resta quindi da valutare in cosa consisteranno le limitazioni che dispongono la rimborsabilità del medicinale solo per alcune indicazioni terapeutiche”.

 

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19 aprile 2012 4 19 /04 /aprile /2012 11:28

images-copia-4Ancora uno scandalo legato alla benzilpenicillina benzatinica. Lo si apprende dall’Associazione Radicale Certi Diritti che denuncia il caso di un giovane costretto a un pellegrinaggio fino in Vaticano per reperire l’antibiotico che cura la sifilide. Riporto il comunicato stampa del 18 aprile presente sul sito dell’associazione. 

L’Associazione Radicale Certi Diritti invierà un esposto all’Unar e alla Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale  su una gravissima vicenda avvenuta a Roma i primi giorni di marzo 2012. Un ragazzo di 24 anni. R.F., dopo essersi recato all’Ospedale Policlinico Umberto I per un controllo medico, è risultato positivo al test della sifilide. Il medico dell’Ospedale che si occupa di malattie infettive sessualmente trasmissibili gli prescrive una cura medica a base di penicillina per la cura della sifilide scoprendo però che lo Stato italiano da oltre un anno ha ritirato da tempo tale medicinale e che non è nemmeno mutuabile. Il ragazzo accompagnato da Massimo Frana dell’Associazione Radicale Certi Diritti si è visto così costretto a recarsi presso la Farmacia dello Stato della Città del Vaticano dove il farmaco è venduto in due varianti, una a base di anestetico al costo di 25 Euro a fiala per un totale di 750 Euro e l’altra, senza anestetico, al costo di 6 Euro a fiala per un totale di 180 Euro, senza alcun tipo di esenzione. Il costo del farmaco in Italia, fino a un anno fa, era di circa 2 Euro a fiala per costo complessivo di circa 60 Euro. Successivamente il ragazzo, accompagnato da Massimo Frana, si è recato al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Roma per iniziare la cura a base di iniezioni e da lì viene mandato alla Croce Rossa Italiana dove gli rispondono che l’ambulatorio non esiste più. Dopo aver cercato di contattare la Guardia Medica tramite l’Ospedale San Giovanni la risposta data è che “per questo genere di cose occorre trovare un infermiere privato”. Il ragazzo viene quindi accompagnato all’Ospedale Policlinico di Roma dove grazie al volontario aiuto  di un’infermiera viene attivata la cura medica necessaria a base di iniezioni.

I parlamentari Radicali e i Consiglieri Regionali Radicali hanno preannunciato il deposito in tempi brevissimi di due interrogazioni alla Camera dei deputati e al Consiglio Regionale del Lazio. 

 

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10 febbraio 2012 5 10 /02 /febbraio /2012 11:26

images-copia-4Il tam tam mediatico sul caso benzilpenicillina sta attraversando l’Italia. Dopo la regione Toscana, che coprirà le spese per i 3.000 pazienti in cura, è la Sicilia ad indignarsi per il rincaro folle del farmaco e il passaggio da fascia A, mutuabile, a fascia C, a totale carico del cittadino. Il presidente regionale dell’Associazione Consumatori Siciliani (ACS), Nicola Calabria, ha chiesto l’intervento diretto dell’Assessore regionale alla Sanità e del Presidente della Commissione Sanità per eliminare il disagio dovuto al passaggio dalla fascia A alla C del farmaco. "La Benzilpenicillina Benzatinica - sottolinea Calabria - è prodotta unicamente dall’azienda farmaceutica Biopharma, in una nuova formulazione già pronta per l’uso, in siringa pre-riempita." Per la soluzione del problema il presidente dell’ACS propone le stesse misure chieste da Cittadinanzattiva, “consentire l’importazione del farmaco dall’estero o la produzione dello stesso presso l’Istituto Chimico Farmaceutico Militare, visto che ha le capacità e le competenze.”

“La benzilpenicillina benzatinica – spiega Calabria - è un farmaco che serve per la profilassi della febbre reumatica, nelle recidive di infezioni delle prime vie respiratorie (tonsillite acuta, faringite), e per la profilassi delle malattie veneree (sifilide primaria, secondaria e latente). I pazienti affetti da sifilide non curata rappresentano un rischio maggiore per l'Aids”. “Riteniamo vergognoso – prosegue Calabria - che il costo del farmaco da maggio del 2011 è passato da 2 euro a 24 euro, con un rincaro del 1200%; tale aumento di costo è di fatto insostenibile per i malati ed inaccettabile, specie quando il farmaco viene utilizzato per la cura di patologie croniche, soprattutto in età pediatrica, come nel caso delle malattie reumatiche, e quando la cura con questo farmaco si rende indispensabile ed insostituibile oltre che salvavita.” Il presidente dell’ACS denuncia anche la problematica legata al nuovo formato, “si registra spesso l’esigenza – spiega Calabria - di dover utilizzare più fiale per l’improvvisa ostruzione della siringa, dovuta alla cristallizzazione della sostanza e quindi alla conseguente necessità di dover acquistare più fiale.” 

“L’Associazione – conclude il comunicato stampa dell'ACS - ha chiesto un intervento della Regione Siciliana presso il Ministero della Sanità, per evitare ulteriori disagi ai cittadini venendo incontro alle fasce deboli della popolazione e che si faccia carico come sta facendo qualche altra regione della somministrazione gratuita soprattutto per i casi di sifilide quale azione di contrasto al virus Hiv.”

 

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30 gennaio 2012 1 30 /01 /gennaio /2012 14:59

images-copia-4Il caso benzilpenicillina, passata da 2 a 24 euro in pochi mesi, il 23 gennaio scorso è stato denunciato dalla rubrica televisiva “Indignato speciale, a cura di Andrea Pamparana (in onda durante l’edizione delle 13 del Tg5). La pediatra Maria Luisa Cappuccini davanti alle telecamere ha così descritto la vicenda: “Devo sollevare il problema della penicillina, un farmaco che alcuni bambini, miei pazienti, utilizzano per la cura della malattia reumatica. Questo farmaco negli ultimi tempi è stato difficile da reperire, nell’ultimo mese è entrata in commercio, di nuovo, una formulazione di penicillina in siringa pre-riempita, portando il prezzo da 1.95 a 24 euro.

La pediatra spiega che il farmaco, molto importante nella cura dei bambini affetti da problemi reumatici, "prima era rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, adesso, purtroppo, questa nuova formulazione in commercio non è più rimborsabile, è a totale carico del paziente”.

Al termine della rubrica Pamparano si chiede cosa e chi si celi dietro la vicenda: “Ci sono forse solo odiose ragioni di profitto sulla pelle della gente?! - è l'interrogativo del giornalista - allora ci rivolgeremo al Tribunale dei diritti del malato, perché sulla vita delle persone non si gioca e chiederemo una spiegazione alla casa farmaceutica”.

 

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27 gennaio 2012 5 27 /01 /gennaio /2012 00:45

images-copia-4.jpgCittadinanzattiva ha chiesto all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di intervenire per trovare una soluzione alla situazione di disagio in cui si trovano i pazienti in trattamento con benzilpenicillina benzatinica. Nel comunicato del 26 gennaio 2012, la onlus avanza l’ipotesi di importare il farmaco dall’estero o di farlo produrre dall’Istituto Chimico farmaceutico Militare. Da maggio 2011 una fiala di penicillina è passata da 2 a 24 euro e da fascia A, mutuabile, a fascia C, a carico del cittadino. Inoltre il nuovo formato, costituito da una siringa preriempita, crea problemi nell’utilizzo in quanto il preparato, spesso, cristallizza. Cittadinanzattiva onlus, si legge sul sito web, “è un movimento di partecipazione civica che opera in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori."

 

Riporto per intero il testo del comunicato indirizzato all'AIFA:

 

“Cittadinanzattiva, con una lettera firmata dai coordinatori del Tribunale per i diritti del malato e del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici, ha inviato una richiesta d’intervento all’AIFA in merito alla grave difficoltà d’accesso lamentata dai cittadini relativa al farmaco Benzilpenicillina Benzatinica.  Il farmaco è impiegato nel trattamento di infezioni sostenute da microrganismi sensibili alla Benzilpenicillina, nella profilassi della malattia reumatica e delle recidive, lue (sifilide). Cittadinanzattiva e diverse associazioni a tutela dei diritti dei cittadini hanno ricevuto negli ultimi mesi numerose segnalazioni sul disagio dovuto al passaggio in classe C del farmaco Benzilpenicillina Benzatinica, prodotto unicamente dall’azienda farmaceutica Biopharma, in una nuova formulazione già pronta per l’uso, in siringa pre-riempita.
Il costo del farmaco dal maggio del 2011 è passato da 2 euro a 24 euro, con un rincaro del 1200%; tale aumento di costo è di fatto insostenibile per i malati ed inaccettabile, specie quando il farmaco viene utilizzato per la cura di patologie croniche, soprattutto in età pediatrica, come nel caso della malattie reumatiche, e quando la cura con questo farmaco si rende indispensabile ed insostituibile oltre che salvavita. Inoltre si registra spesso l’esigenza di dover utilizzare più fiale per l’improvvisa ostruzione della siringa, dovuta alla cristallizzazione della sostanza e quindi alla conseguente necessità di dover acquistare più fiale.

L’AIFA ed il Ministero della salute si stanno occupando del problema sollevato e nonostante l’impegno annunciato e la promessa da parte dell’AIFA e del Ministero della Salute di individuare tutte le soluzioni possibili alla risoluzione del problema, ribadita anche in un’intervista del 26 settembre 2011 rilasciata dall’allora Direttore generale dell’AIFA Guido Rasi al Corriere della Sera, a tutt’oggi, non sembra che siano stati adottati provvedimenti, né che sia stata fornita comunicazione sulle azioni che si intende intraprendere per garantire l’accesso al suddetto farmaco.

Cittadinanzattiva ha quindi richiesto di adottare al più presto un provvedimento al fine di consentire una soluzione rapida al problema denunciato dai cittadini; valutando anche l’ipotesi di consentire l’importazione del farmaco dall’estero o la produzione dello stesso presso l’Istituto Chimico Farmaceutico Militare. Di conoscere eventuali provvedimenti già adottati o che si intende adottare in merito e di fissare un incontro al fine di contribuire all’individuazione di possibili altre soluzioni.”

 

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Benzilpenicillina di nuovo gratuita per la cura della sifilide e malattia reumatica

Benzilpenicillina, battaglia vinta, dopo il rincaro folle torna rimborsabile

In Italia la penicillina sale più dello spread, da 2 a 24 Euro senza rimborso

Benzilpenicillina, l’odissea di un 24enne per reperire il farmaco che cura la sifilide

Benzilpenicillina, la Sicilia insorge e chiede l’intervento della Regione presso il Ministero della Salute

Il caso penicillina approda alla rubrica del Tg5 “Indignato speciale” - VIDEO

Benzilpenicillina, in Toscana erogata gratuitamente dal Servizio sanitario regionale

Il "caso penicillina" scatena il web, arriva la replica di Biopharma che produce il farmaco

 

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Published by cristina reggini - in Farmaci
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