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10 gennaio 2012 2 10 /01 /gennaio /2012 17:14

imagesCAONFSYGIn seguito al dibattito scatenato su blog e social network dall'articolo "In Italia la penicillina sale più dello spread, da 2 a 24 euro senza rimborso" (diffuso a livello nazionale il 31 dicembre 2011 dal sito "Lo Sportello dei Diritti") ho appreso della replica di Biopharma S.r.l., produttrice del farmaco. Per correttezza riporto per intero il comunicato stampa, pubblicato oggi dal quotidiano online Piacenzanight.com, identico, peraltro, a quello già inviato al Corriere della Sera e pubblicato il il 10 ottobre 2011.

"Premettiamo che Biopharma, ha permesso in Italia un decremento dei prezzi degli antibiotici betalattamici sin dal 1995, sviluppando per le maggiori aziende farmaceutiche antibiotici che sono stati presentati al mercato a costi notevolmente inferiori, generando un beneficio al Sistema Sanitario Nazionale ad oggi orientativamente quantificabile in circa 300 milioni di euro. Dopo che la Pharmacia Upjohn e la Solvay cessarono le produzioni e le commercializzazioni della Wicillina e della Diaminocillina (Benzil Penicillina Benzatina con nomi di fantasia), per motivi essenzialmente economici, la Biopharma è stata l'unica azienda che ha mantenuto in vita il prodotto Benzil Penicillina Benzatina Biopharma nella presentazione di flacone per uso iniettabile per diversi anni. Nel 2009 il produttore della materia prima del farmaco presentato come flacone in polvere dismise le produzioni e la Biopharma, con lo straordinario aiuto dell'AIFA, riuscì a registrare il prodotto in siringa preriempita, poiché l'unica materia prima disponibile oggi in mercato è formulabile in forma liquida, procedendo quindi a pesanti investimenti per costruire il nuovo reparto per tale nuova forma farmaceutica. A Giugno 2011 l'AIFA ha rilasciato il decreto per la vendita del farmaco, ma in seguito l'ufficio della Commissione dei prezzi non ha approvato il prezzo di vendita proposto da Biopharma per la dispensazione gratuita da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Il nuovo prezzo è stato oggetto, come prevede la normativa vigente, di esame da parte della Commissione Tecnico-Scientifica dell'AIFA per valutare il rapporto costo/beneficio della nuova confezione. La Commissione ha valutato sfavorevolmente questo rapporto considerando non compatibile il nuovo prezzo con il mantenimento del farmaco in classe A, cioè rimborsato da SSN. E' per questo che, pur riconoscendo il valore terapeutico del farmaco, ne è stato deciso l'inserimento in classe C, cioè a totale carico del cittadino, al fine di mantenere la sua reperibilità. Notiamo comunque che il dibattito che è seguito sul blog manifesta una notevole conoscenza di una gran parte dei cittadini sull'effettiva origine dei problemi riguardanti il prezzo dei farmaci.Dai dati pubblicati dall'AIFA ,essendo la spesa farmaceutica convenzionata netta SSN, nei primi sei mesi del 2011, diminuita del -6,3% rispetto allo stesso periodo del 2010 ,ci auguriamo che la grande capacità di risparmio mostrata , non sia finalizzata alla crescita politica di singoli soggetti all'interno dalla struttura pubblica, ma occorra per conseguire economie tali da permettere la dispensazione di farmaci essenziali. Siamo quindi certi che la CTS dell'AIFA meglio valuterà la situazione, considerando l'importanza del prodotto e potendo decidere quali dei tantissimi farmaci debbano essere a carico del cittadino e quali dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale. La Biopharma è fermamente disponibile a trovare una soluzione con l'AIFA che permetta la totale rimborsabilità di questo farmaco. Rivolgiamo al Professor Guido Rasi i migliori auguri per la nuova nomina di recente conseguita all'EMA, frutto di tanto lavoro in qualità di responsabile della CTS".

 

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Published by cristina reggini - in Farmaci
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commenti

Mario 01/13/2012 15:47

La domanda che sorge spontanea è : ma se il produttore della materia prima ha dismesso la produzione , quella che si trova in Europa cos'è farina ?
Punto secondo : perche' lo Stato Italiano non permette l'importazione di quella francese ,per esempio, (Sanofi Aventis mi sembra molto piu' conosciuta di Biopharma) che oltre a non bloccarsi come
quello schifo di siringa , costerebbe molto meno, anche lasciandola in fascia C.
Che ci sia sotto qualche altro tipo di interesse a dare la predecenza all'azienda italiana ?.
Va bene il "nazionalismo" (chiamiamolo pure cosi), ma perche' ci devono rimettere i poveri cittadini ?
Oltre al danno (economico) anche la beffa di avere una siringa che funziona veramente molto male.

vito 01/11/2012 10:27

A prescindere dalla descrizione dell'iter e dei perchè, bisogna ricordare alla biopharma che il problema principale oltre la reperibiltà, e il costo spropositato (basta vedere il costo all'estero)
è che la siringa preriempita, e da me o dalla usuale infermiera preriscaldata, non funziona...si blocca, pur cambiando gli aghi.A me, anzi a mio figlio, si è bloccato il flusso con l'ago inserito
per ben 4 volte consecutive...con le conseguenze che si possono immaginare, e non solo dal punto di vista economico.Oggi ho risolto con un prodotto della casa farmaceutica Sandoz.Si chiama OSPEN
1000, e che faccio arrivare da Lugano. Sono delle semplicissime compresse che mio figlio prende ogni giorno,ma che in Italia non esistono....c'era da immaginarselo.... Ah! una piccola postilla : a
mio figlio veniva regolarmente iniettata la penicillina dal 20 dicembre del 1998 ogni 21 giorni...quindi non siamo dei principianti.E ricordo che l'infermiere professionista è sempre la stessa da
più di 13 anni. Saluti....

Vincenzo 02/04/2016 12:28

Buongiorno, Vito
posso chiederle quunte volte al giorno prende le compresse? Inutile dire che ho lo stesso problema con mio figlio di 12 anni.
Grazie per la gentile risposta.

karine 01/10/2012 23:19

é interessante il comunicato della casa farmaceutica che parla solo del prezzo che viene giustificato da diverse cose e non accenna nulla al fatto che il nuovo prodotto è scomodissimo e provoca
disagi notevoli ai pazienti (liquido che si solidifica a metà iniezione, ecc). Nel mio caso, non mi interessa tanto il prezzo anche se è esagerato, ma il fatto di pagare per un prodotto efficace. E
poi sembra che quindi dovremmo tutti ringraziare la Biopharma perché ci ha fatto il "favore" di continuare a commercializzare il prodotto... ma!!

cristina reggini 01/11/2012 00:55



un arrampicarsi sugli specchi, anche io dco mah!