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  • : Mens sana in corpore sano
  • : informazioni, news e curiosità legate al tema salute, intesa come benessere fisico e psicologico, perché ogni persona è il risultato dell'equilibrio tra psiche e soma
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Testo Libero

25 gennaio 2012 3 25 /01 /gennaio /2012 15:50

imagesCAXF2U7R.jpgIl Movimento per la vita italiano (Mpv) ha “presentato al Tar del Lazio un ricorso contro l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) per l’annullamento della determinazione adottata dal direttore generale e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 268 del 17 novembre 2011, che autorizzava la commercializzazione della specialità medicinale EllaOne (nota come la Pillola dei cinque giorni dopo)”. La notizia è stata diffusa il 19 gennaio scorso da un comunicato stampa del Mpv. La richiesta di sospensione e annullamento del provvedimento Aifa si fonda sull’assunto che il farmaco non può “costituire un metodo concezionale regolare”, nonostante la casa farmaceutica abbia definito il farmaco “contraccettivo d’emergenza da assumersi entro centoventi ore (cinque giorni) da un rapporto sessuale non protetto o dal fallimento di altro metodo contraccettivo”. I produttori di EllaOne ritengono che il farmaco non sia in grado di interrompere la gravidanza, che “si avvia con l’impianto” nell’utero. Il Mpv ritiene, invece, valido il pensiero della scienza moderna secondo cui il concepimento, quindi l’inizio della gravidanza, si avrebbe nel momento in cui il gamete maschile si unisce ad un ovocita materno. “Dal momento della fecondazione – conclude il comunicato - il nuovo embrione inizia un viaggio di circa 5-7 giorni che lo conduce alla mucosa dell’utero. Ma lo spostamento, così come lo sviluppo successivo non aggiunge nulla all'identità genetica dell'individuo”.

 

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20 gennaio 2012 5 20 /01 /gennaio /2012 01:56

imagesCAONFSYGSu fronte benzilpenicillina qualcosa si sta muovendo. In Toscana, grazie alla delibera proposta dall'assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, approvata poi dalla Giunta, il costoso farmaco sarà totalmente a carico del Servizio sanitario regionale. Le Aziende sanitarie dovranno somministrarlo gratuitamente e in sicurezza ai cittadini che ne fanno uso. Nella delibera le Aziende sanitarie toscane "sono chiamate a mettere in atto interventi tesi a garantire ai pazienti che necessitano della terapia farmacologica con benzilpenicillina benzatinica una adeguata assistenza sia infermieristica che medica, al fine di una corretta somministrazione del farmaco in condizioni di sicurezza.”

Dato che la siringa preriempita disponibile in Italia, prodotta dalla Biopharma, crea problemi nell'utilizzo, la delibera dell'assessore Scaramuccia ha stabilito che qualora il servizio sanitario ritenesse che le preparazioni dei medicinali disponibili in Italia non fossero adatte agli specifici trattamenti, le aziende sanitarie toscane si dovranno attivare per l’importazione del medicinale ritenuto più idoneo.

“Stiano tranquilli pazienti e famiglie – ha dichiarato l’assessore Scaramuccia –. Si era verificata una mancanza di disponibilità del farmaco in fascia A (rimborsabile), e i pazienti dovevano acquistarlo a caro prezzo. Ora, con questa delibera, le Asl lo erogheranno gratuitamente, e in condizioni di assoluta sicurezza”. Ogi anno, solo in Toscana, circa 3.000 persone ricorrono alla benzilpenicillina. Il famaco è tuttora utilizzata per la profilassi della febbre reumatica e della sifilide, trova impiego anche nelle recidive delle infezione delle prime vie respiratorie. Non resta che augurarsi che l'iniziativa dell'assessore Scaramuccia sia estesa in tutta Italia, perchè in un paese civile il diritto alla salute non può essere calpestato.

 

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10 gennaio 2012 2 10 /01 /gennaio /2012 17:14

imagesCAONFSYGIn seguito al dibattito scatenato su blog e social network dall'articolo "In Italia la penicillina sale più dello spread, da 2 a 24 euro senza rimborso" (diffuso a livello nazionale il 31 dicembre 2011 dal sito "Lo Sportello dei Diritti") ho appreso della replica di Biopharma S.r.l., produttrice del farmaco. Per correttezza riporto per intero il comunicato stampa, pubblicato oggi dal quotidiano online Piacenzanight.com, identico, peraltro, a quello già inviato al Corriere della Sera e pubblicato il il 10 ottobre 2011.

"Premettiamo che Biopharma, ha permesso in Italia un decremento dei prezzi degli antibiotici betalattamici sin dal 1995, sviluppando per le maggiori aziende farmaceutiche antibiotici che sono stati presentati al mercato a costi notevolmente inferiori, generando un beneficio al Sistema Sanitario Nazionale ad oggi orientativamente quantificabile in circa 300 milioni di euro. Dopo che la Pharmacia Upjohn e la Solvay cessarono le produzioni e le commercializzazioni della Wicillina e della Diaminocillina (Benzil Penicillina Benzatina con nomi di fantasia), per motivi essenzialmente economici, la Biopharma è stata l'unica azienda che ha mantenuto in vita il prodotto Benzil Penicillina Benzatina Biopharma nella presentazione di flacone per uso iniettabile per diversi anni. Nel 2009 il produttore della materia prima del farmaco presentato come flacone in polvere dismise le produzioni e la Biopharma, con lo straordinario aiuto dell'AIFA, riuscì a registrare il prodotto in siringa preriempita, poiché l'unica materia prima disponibile oggi in mercato è formulabile in forma liquida, procedendo quindi a pesanti investimenti per costruire il nuovo reparto per tale nuova forma farmaceutica. A Giugno 2011 l'AIFA ha rilasciato il decreto per la vendita del farmaco, ma in seguito l'ufficio della Commissione dei prezzi non ha approvato il prezzo di vendita proposto da Biopharma per la dispensazione gratuita da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Il nuovo prezzo è stato oggetto, come prevede la normativa vigente, di esame da parte della Commissione Tecnico-Scientifica dell'AIFA per valutare il rapporto costo/beneficio della nuova confezione. La Commissione ha valutato sfavorevolmente questo rapporto considerando non compatibile il nuovo prezzo con il mantenimento del farmaco in classe A, cioè rimborsato da SSN. E' per questo che, pur riconoscendo il valore terapeutico del farmaco, ne è stato deciso l'inserimento in classe C, cioè a totale carico del cittadino, al fine di mantenere la sua reperibilità. Notiamo comunque che il dibattito che è seguito sul blog manifesta una notevole conoscenza di una gran parte dei cittadini sull'effettiva origine dei problemi riguardanti il prezzo dei farmaci.Dai dati pubblicati dall'AIFA ,essendo la spesa farmaceutica convenzionata netta SSN, nei primi sei mesi del 2011, diminuita del -6,3% rispetto allo stesso periodo del 2010 ,ci auguriamo che la grande capacità di risparmio mostrata , non sia finalizzata alla crescita politica di singoli soggetti all'interno dalla struttura pubblica, ma occorra per conseguire economie tali da permettere la dispensazione di farmaci essenziali. Siamo quindi certi che la CTS dell'AIFA meglio valuterà la situazione, considerando l'importanza del prodotto e potendo decidere quali dei tantissimi farmaci debbano essere a carico del cittadino e quali dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale. La Biopharma è fermamente disponibile a trovare una soluzione con l'AIFA che permetta la totale rimborsabilità di questo farmaco. Rivolgiamo al Professor Guido Rasi i migliori auguri per la nuova nomina di recente conseguita all'EMA, frutto di tanto lavoro in qualità di responsabile della CTS".

 

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23 dicembre 2011 5 23 /12 /dicembre /2011 15:25

images-copia-2L’Unione Europea, con regolamento del 20 dicembre, ha vietato per i 27 paesi membri l’esportazione di medicinali utilizzati nelle condanne a morte. La norma prevede per le aziende farmaceutiche che esportano questi prodotti un'autorizzazione apposita, comprensiva della clausola che il farmaco non venga usato nelle iniezioni letali. Tra gli 8 anestetici barbiturici ad azione breve e intermedia di cui è vietata l’esportazione troviamo anche il tiopental sodico, utilizzato negli Stati Uniti per sedare il condannato e prepararlo alle fasi successive dell'esecuzione. Da gennaio 2010 la casa farmaceutica Hospira Inc., unico produttore statunitense, per motivi etici ha sospeso  la commercializzazione del prodotto. Quando le scorte di tiopental sodico sono finite, i penitenziari di massima sicurezza hanno iniziato ad esportarlo da case farmaceutiche europee.

“Di recente – si legge al punto 2 del regolamento - si sono verificati alcuni casi di prodotti medicinali esportati in paesi terzi che sono stati utilizzati per esecuzioni capitali, in particolare somministrando un’overdose letale mediante iniezione. L’Unione – prosegue il regolamento - è contraria alla pena di morte indipendentemente dalle circostanze e si adopera perché sia abolita in tutto il mondo. Gli esportatori hanno disapprovato la loro associazione involontaria con questo uso di prodotti da essi sviluppati per uso medico.” Il regolamento precisa che l’esportazione dei medicinali, nati come anestetici e sedativi, non deve essere assoggettata a un divieto totale. Il Centro d’informazione Usa sulla pena di morte ha reso noto che le esecuzioni capitali nel 2010 sono diminuite anche per la difficoltà di reperire il tiopental sodico.

 

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12 dicembre 2011 1 12 /12 /dicembre /2011 12:04

imagesCAAUIPBLNegli ultimi mesi un flacone di penicillina è aumentato del 1.200%, da 2 a 24 Euro,  passando da mutuabile a fascia C, totalmente a carico del cittadino. La benzilpenicillina benzatinica, prodotta dalla Biopharma, da maggio 2011 è venduta in un nuovo formato, i due flaconi da miscelare sono stati sostituiti da una siringa già pronta per l’uso. Il nuovo packaging  ha fatto lievitare il costo del farmaco al punto da renderlo proibitivo per il Sistema Sanitario Nazionale, che da mutuabile l’ha inserito in fascia C (a carico dell’assistito). La vicenda, nonostante leda il diritto alla salute di tanti cittadini, è passata quasi inosservata. Un mese fa (novembre 2011) se ne è occupata la trasmissione “Mi manda Rai Tre”, il 26 settembre 2011 il Corriere della Sera, con la denuncia da parte di un cittadino, infine, il 10 agosto Repubblica dava voce ai dermatologi che lanciavano l'allarme sifilide.

Una ricerca sul web ha confermato la difficoltà di reperire il preparato sul territorio nazionale. Nel sito “Lettere al direttore” si leggono le testimonianze di cittadini rimasti, da un giorno all’altro, senza alcuna comunicazione,  privi del farmaco, sostituito poi da una versione “lusso”. In tutta Europa la benzilpenicillina continua ad essere venduta a pochi euro, così qualcuno si è rivolto a farmacie estere, in particolare a quelle Svizzere, della Repubblica di San Marino o del Vaticano. Gli appelli e le denunce affidati alla rete sono in gran parte di genitori che curano, con iniezioni di penicillina, la febbre reumatica o altre patologie dei loro bambini. Questo sarebbe già sufficiente per indignarsi, ma l'allarme lanciato dai dermatologi aggrava la situazione. La benzilpenicillina benzatinica è, tuttora, il principio attivo più efficace per il trattamento ambulatoriale della sifilide. Per la guarigione dalla malattia il protocollo prevede sei iniezioni, la cura, totalmente a carico del paziente, raggiunge i 144 euro. In questa vicenda di ordinaria follia una cosa è certa, il diritto alla salute dei cittadini, sancito nell’art. 32 della Costituzione, viene calpestato dagli interessi economici delle case farmaceutiche, nell’indifferenza delle istituzioni, che quel diritto dovrebbero tutelare.

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21 novembre 2011 1 21 /11 /novembre /2011 00:44

imagesCA9291SW.jpgFendimetrazina sul banco degli imputati, dopo essere stata tolta dal commercio nell'agosto 2011, la procura di Roma ha aperto un’inchiesta, appena conclusa, che ha coinvolto un endocrinologo, noto tra i vip e altre otto persone. Il medico romano Antonio Favella, già sospeso dalla professione, rischia il rinvio a giudizio per il reato di falso e per violazione del decreto sugli stupefacenti. L'endocrinologo prescriveva il farmaco alterando il peso e la statura dei pazienti, in modo da ottenere come indice di massa corporea 30, il minimo richiesto all' epoca dei fatti (autunno 2009). Le prescrizioni del farmaco anoressizzante erano destinate a due farmacie della capitale che lo preparavano e spedivano ai clienti di tutta Italia. Il legale di Favella, avvocato Urbano Del Balzo, difenderà il suo cliente sostenendo che il farmaco veniva prescritto “per finalità terapeutiche e non estetiche".

La fendimetrazina, anche prima della sua messa al bando, andava somministrata solo in presenza di “imprescindibili requisiti patologici”. L''inchiesta, condotta dal pm Francesco Dall’Olio, ha preso il via in seguito a tre decessi avvenuti nella capitale, legati all'uso di fendimetrazina. Nel 2003 perde la vita Silvia Lolli, 29 anni, nel 2009 muore un avvocato di 40 anni, il 9 settembre scorso, a un mese dalla messa al bando del farmaco, è deceduto un giovane. La fendimetrazina è entrata in commercio nel 1959, dal 1999 non è più presente in Italia come specialità industriale, era reperibile come prodotto galenico preparato in farmacia in base alla prescrizione medica.

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16 novembre 2011 3 16 /11 /novembre /2011 13:37

pillola-anticoncezionale-maturazione-cellula-uovo.jpgLa pillola dei cinque giorni dopo arriva in Italia accompagnata da dubbi e polemiche. Ottenuta l'approvazione del Consiglio Superiore di Sanità e l’autorizzazione dell' Aifa (Agenzia italiana del farmaco), il 14 novembre 2011 ne è stata autorizzata la commercializzazione. EllaOne è un farmaco utilizzabile come metodo di contraccezione d'emergenza durante le 120 ore (5 giorni) successive ad un rapporto sessuale, a differenza della cosiddetta “pillola del giorno dopo” (levonorgestrel) che è efficace entro le 72 ore. Ogni compressa contiene 30 mg di ulipristal acetato che, agendo sul progesterone, è in grado di bloccare l’ovulazione. Nel foglietto illustrativo si legge che prima della somministrazione va esclusa l’esistenza di una gravidanza, il medico che la prescriverà dovrà, quindi, far eseguire anche il relativo test.

 

Il via libera ottenuto da EllaOne lascia, tuttavia, aperto un dubbio. Se l’ulipristal acetato, oltre a inibire l’ovulazione, rende la mucosa uterina inidonea all'impianto dell’ovulo fecondato, nulla impedisce al farmaco di agire come abortivo. I risvolti etici della questione esigono maggiore chiarezza sull'argomento, affinché ogni donna sia veramente  libera di scegliere e non lo facciano altri per lei.

 

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30 ottobre 2011 7 30 /10 /ottobre /2011 14:48

imagesCAU1HU6HIn Italia l’uso di farmaci cannabinoidi si scontra con il pregiudizio di chi vede nell’uso terapeutico della Cannabis l’affermazione del concetto che la droga non fa male e teme possa essere l’anticamera alla legalizzazione della sostanza. In Puglia la ragione ha vinto sui tabù e da circa un anno presso l’Ospedale Ferrari di Casarano, cinque persone affette da sclerosi multipla ricevono gratuitamente, ogni mese, il Bedrocan. Il farmaco contiene un 19% di THC e un 1% di CBD, è importato dall’Olanda e si ottiene da infiorescenze di tre specie diverse della pianta femminile della Cannabis. Un mese di terapia costerebbe ai pazienti circa 600 euro. I principi attivi contenuti nella canapa migliorano la qualità di vita dei malati di sclerosi multipla, aiutano a rilassare la muscolatura e ne prevengono gli spasmi, alleviano, inoltre, il dolore neuropatico. In generale i cannabinoidi sono efficaci per alleviare il dolore cronico nei pazienti affetti da AIDS, per limitare nausea e vomito provocati dalla chemioterapia, attenuano gli effetti dell’epilessia, sono utilizzati anche nei pazienti affetti da glaucoma, morbo di Parkinson e nella riabilitazione di traumi spinali.  

Il progetto dell’ospedale di Casarano è guidato da due donne: la direttrice del nosocomio, Gabriella Cretì e la dirigente del Servizio Farmacia, Agnese Antonaci. La dottoressa Cretì, ai microfoni della stampa, ha spiegato che “la somministrazione si comincia con piccolissime dosi e si va ad individuare quella che elimina il problema, il dolore, la spasticità.” “Non credo si possano realizzare gli effetti legati all’abuso del farmaco – precisa la direttrice del Ferrari - questo è un uso millesimato del farmaco.” La dottoressa Cretì ha spiegato che ci sono due modalità di somministrazione: sotto forma di infuso o attraverso nebulizzatore

Dal punto di vista legislativo la terapia è regolamentata da un decreto del 2001, firmato da Livia Turco, ex ministro della salute, che ha inserito i cannabinoidi tra i farmaci e da una delibera del 2010 della giunta regionale, firmata del presidente della regione Nichi Vendola, che ne pone l’erogazione a carico del servizio sanitario regionale. La sperimentazione che avviene nel sud del Salento ha evidenziato, purtroppo, tutti i limiti dell’attuale iter burocratico, regolato dall'art. 2 del DM 11/02/’97 (Importazione di specialità medicinali registrate all'estero). Si parte dalla prescrizione medica, completa di richiesta d’importazione e consenso informato del paziente, che va consegnata alla farmacia ospedaliera o dell’Asl territoriale di competenza. Quest’ultima invierà la richiesta al ministero della salute che dovrà rilasciare uno speciale nulla osta. A questo punto l’economato farà l’ordine all’azienda farmaceutica straniera che, a sua volta, prima di inviare i farmaci dovrà ottenere l'autorizzazione del proprio ispettorato alla sanità. Tutti i documenti cartacei vanno prodotti in originale, niente fax o e-mail. La possibilità di falsificare richieste e autorizzazioni è scongiurata, mentre la macchinosità della procedura raggiunge livelli da Guinnes dei primati.

 

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26 ottobre 2011 3 26 /10 /ottobre /2011 16:31

prozacE’ una sentenza destinata a far discutere quella emessa dal giudice Robert Heinrichs nei confronti di un giovane accusato di aver ucciso l’amico con una coltellata al ventre. Il 16enne, secondo il giudice, avrebbe commesso il delitto in uno stato di alterazione causato dal Prozac. La sua condotta omicida sarebbe riconducibile a una sindrome provocata dal farmaco, simile a quella scatenata da sostanze stimolanti (comportamento maniacale, suicida e violento). Il processo si è svolto davanti alla Corte provinciale minorile di Winnipeg, capoluogo di Manitoba, provincia occidentale del Canada. La sentenza, che accoglie la perizia dello psichiatra Peter Breggin, recita: “La sua normalità di base conferma ulteriormente che egli non rappresenta più un pericolo di violenza per la società, e che il suo peggioramento mentale, con la violenza che ne è seguita, non avrebbe avuto luogo senza il Prozac." “L’imputato - conclude Heinrichs- non ha alcuna delle caratteristiche del violento e le prospettive di riabilitazione sono buone”.

Il giovane assumeva Prozac a dosaggio elevato da tre mesi. Il farmaco, prodotto dalla casa farmaceutica statunitense Eli Lilly, rientra nel gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). E’ da tempo sotto accusa per i possibili effetti collaterali sul sistema nervoso centrale. Nel foglietto illustrativo tra gli effetti indesiderati si legge: comportamento incontrollato non abituale, pensieri suicidari o autolesionistici, allucinazioni, stato confusionale. Nei bambini e adolescenti di età compresa tra gli 8 e i 18 anni il rischio di tentativo di suicidio, pensieri suicidari e atteggiamento ostile, soprattutto comportamento aggressivo, oppositivo e ira, aumenterebbe. La sentenza, prima nel suo genere per la giustizia ufficiale del Canada, assume un rilievo particolare in considerazione del sistema giuridico nordamericano. Nel diritto anglosassone, infatti, le sentenze creano un “precedente”, più o meno vincolante, per i giudici che affronteranno casi analoghi. 

 

 

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