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Quando si prenota una visita medica o un esame è bene augurarsi di non avere nulla di grave, i tempi biblici delle liste d’attesa non consentono davvero una diagnosi tempestiva. A Bari per una gastroscopia si può rimanere in attesa anche 300 giorni mentre a Torino per un’ecografia all’addome si apetta sette mesi, come riporta una recente indagine di Altroconsumo. Per sopravvivere alle lungaggini delle prenotazioni sanitarie, ci viene in aiutoCittadinanzattiva Umbria - Tribunale per i diritti del malato con sette regole che riassumono i diritti e doveri di ogni cittadino. Un pratico vademecum per chi affronta la giungla sanità, che riporto per intero:
Tempi d’attesa sul web: sul sito delle Asl o degli ospedali devono essere pubblicati tempi d’attesa e prestazioni;
Liste bloccate: chiudere le prenotazioni è vietato e le liste bloccate sono contro la legge;
Tempi troppo lunghi: se l’attesa stabilita viene sforata ci si può rivolgere a strutture private pagando il solo ticket;
Intramoenia: segnalare se lo stesso medico ha una lunga lista d’attesa, mentre in intramoenia i tempi sono più brevi;
Soluzioni alternative: per alcune prestazioni, il Cup (Centro unico di prenotazione) regionale può proporre soluzioni alternative fuori dalla propria Asl;
Prenotazioni: chi ha prenotato una visita o un esame e non si presenta o non avvisa in anticipo è in torto;
Informazioni: tutte le informazioni consultabili su internet devono essere fornite anche dal Cup (Centro unico di prenotazione).