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  • : informazioni, news e curiosità legate al tema salute, intesa come benessere fisico e psicologico, perché ogni persona è il risultato dell'equilibrio tra psiche e soma
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Testo Libero

11 ottobre 2012 4 11 /10 /ottobre /2012 13:27

ictus.jpgL’ictus nel mondo colpisce una persona ogni sei secondi, quando a causarlo è la fibrillazione atriale la prevenzione è possibile per tre casi su quattro. I dati sono resi noti dall’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale (A.L.I.Ce) che, in occasione del 29 ottobre, giornata mondiale contro la malattia promossa dalla WSO (World Stroke Organization), ha organizzato una serie di eventi a livello nazionale, tra cui la settimana della prevenzione. Da lunedì 22 ottobre al 29 in migliaia di farmacie italiane si effettuerà gratuitamente la misurazione della pressione arteriosa e l’eventuale fibrillazione atriale, principale fattore di rischio per la malattia.

Il messaggio lanciato dall’Associazione è che l'ictus, al contrario di quanto si crede, è una malattia evitabile e curabile. Due casi su tre potrebbero, infatti, essere evitati adottando uno stile di vita adeguato e individuando alcuni importanti fattori di rischio come: pressione arteriosa, fibrillazione atriale, diabete e ipercolesterolemia. In Italia ogni anno si contano 200.000 casi di ictus, l’infarto cerebrale è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e il cancro, inoltre, è la principale causa d’invalidità.

 

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23 maggio 2012 3 23 /05 /maggio /2012 17:00

5089227828_39c30c4852.jpgCi siamo quasi, l’estate è vicina e la tintarella ci aspetta, al mare, in montagna e ovunque sia possibile crogiolarsi al sole. Per evitare l’effetto boomerang dell’abbronzatura, che dopo averci regalato un aspetto sano per tutta l’estate, a fine stagione presenta il conto di rughe, macchie e pelle disidratata, è fondamentale esporsi al sole con cautela, usando i prodotti solari adeguati al nostro fototipo. Quest’anno, poi, oltre ai danni da UVA e UVB dovremo affrontare anche quelli causati dai raggi infrarossi (IR). Dopo vent’anni di ricerca si è scoperto che anche le radiazioni IR danneggiano la pelle. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Investigative Dermatology, ha dimostrato che gli infrarossi (IR) sono i principali responsabili dell'accelerazione del processo d'invecchiamento.

La dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa e docente della Scuola Superiore Post-Universitaria di Medicina Estetica Agorà di Milano, spiega che i raggi UVA “provocano la comparsa di rughe”, gli UVB “possono causare scottature ed eritemi”, infine gli infrarossi, anche se meno potenti, penetrano in profondità “alterando anche gli strati più profondi della cute”.

“Le radiazioni IR - spiega la dermatologa - stimolano la capacità della luce a generare radicali liberi, favoriscono la disidratazione cutanea e la comparsa di macchie e fragilità cutanea. Non solo, sono raggi termici che oltrepassano anche le superfici, per esempio quella di un ombrellone, per questo risulta molto difficile evitarli". “A piccoli dosi – precisa Belmontesi - producono anche effetti benefici, primo fra tutti quello di favorire la cicatrizzazione, diventano dannosi se l'esposizione è prolungata”.

“Dato che la ricerca scientifica non è riuscita a mettere a punto molecole capaci di assorbirli – conclude la dottoressa - l'unico modo per proteggersi è quello di potenziare la protezione normale con l'aggiunta di antiossidanti, gli unici in grado di neutralizzare i radicali liberi".

 

Fonte Ansa

 

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17 maggio 2012 4 17 /05 /maggio /2012 14:29

imagesCAUP021M.jpgPer tutto il mese di maggio nelle Farmacie Apoteca Natura è possibile partecipare all’iniziativa "Bilancia il tuo peso, Misura la tua salute", dedicata ai problemi di sovrappeso e obesità  Recandosi in una delle 500 Farmacie Apoteca Natura, si potrà compilare la Scheda Misurazioni Antropometriche (peso, altezza, indice di massa corporea, misurazione di polso, addome, fianchi e coscia) e il Questionario di autodiagnosi per la valutazione dei Fattori di Rischio e la creazione della Mappa del Comportamento Alimentare. Nelle farmacie sarà, inoltre, disponibile un opuscolo informativo sul sovrappeso.
Questionario e scheda possono essere compilati anche online, nell’area questionari salute del sito Farmacie Apoteca. I risultati potranno, poi, essere ritirati nella farmacia indicata in fase di registrazione. Grazie al
Questionario e Scheda Misurazioni Antropometriche saranno fornite indicazioni personalizzate in termini di stili di vita corretti e piante medicinali utili, oltre ai consigli del farmacista per ulteriori servizi di approfondimento. L’iniziativa è stata studiata in collaborazione con SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso).

L’obesità secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) rappresenta una vera e propria epidemia globale. Se nelle zone più povere del pianeta si muore per mancanza di cibo, in quelle più ricche è l’eccesso di alimentazione a causare gravi patologie che possono portare anche alla morte. Nelle persone in sovrappeso aumenta il rischio di andare incontro a diabete, ictus, malattia della colecisti, osteoartriti, malattie cardiovascolari e alcuni tumori. L’obesità, inoltre, può causare ipertensione, eccesso di colesterolo, apnee notturne, problemi respiratori, asma e aumento del rischio chirurgico. Nelle donne si aggiungono irregolarità mestruali, irsutismo e problematiche durante la gravidanza. Secondo gli esperti della nutrizione l’eccesso di peso si affronta in primo luogo con la prevenzione, che significa alimentazione corretta e attività fisica regolare.

 

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19 aprile 2012 4 19 /04 /aprile /2012 10:08

yyLa morte improvvisa sul campo da gioco del pallavolista Vigor Bovolenta, 37 anni, avvenuta il 24 marzo scorso, seguita il 14 aprile da quella del calciatore Piermario Morosini, 26 anni, hanno sconvolto il mondo dello sport e non solo. Sui media si parla più che mai di defibrillatori a bordo campo, idoneità sportiva cardiologica e sicurezza dell’attività sportiva in generale. Il dibattito sulle morti improvvise ha, però, superato i confini del mondo dello sport per coinvolgere l’intera società. Purtroppo ogni anno in Italia si contano 73.000 decessi per arresto cardiaco, duecento vittime al giorno. Sull’argomento si è espresso Giorgio Carbone,  presidente nazionale della Simeu (Societa' Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza).

Occorre che anche in Italia, come negli Stati Uniti e in molti paesi europei, sia diffuso in modo capillare, in tutti i luoghi pubblici e dove comunque ci sono molte persone, dagli aeroporti alle stazioni, agli stadi, ai supermercati, le scuole, i teatri, il defibrillatore semiautomatico Aed (Automatic External Defribillator)”, si legge nel sito della Simeu. ''Tutti possiamo contribuire a migliorare la sopravvivenza di una persona vittima di arresto cardiaco - prosegue la nota - la rianimazione cardio-polmonare eseguita da testimoni dell'arresto può raddoppiare le possibilità di sopravvivenza. Per questo la Simeu da anni ormai collabora con l'American Heart Association (AHA), la più importante società scientifica mondiale di ricerca, diffusione e didattica sulla prevenzione e il trattamento delle emergenze cardiovascolari. Con loro siamo impegnati da tempo per diffondere il più possibile i corsi Heartsaver AED AHA con certificazione internazionale, cioè addestramento alle manovre di rianimazione su adulto, bambino e infante e all'uso del defibrillatore semiautomatico AED, un apparecchio tecnologicamente sofisticato, ma semplicissimo e sicuro da usare, in grado di riconoscere la fibrillazione ventricolare e guidare il soccorritore ad erogare lo shock elettrico controllato che può interromperla."

In Italia un Decreto ministeriale del marzo 2011 promuove la diffusione degli AED'', ma l'attuazione della norma - conclude Carbone - è stata delegata alle singole Regioni e la diffusione è ancora troppo a macchia di leopardo''.

 

 

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12 marzo 2012 1 12 /03 /marzo /2012 16:38

imagesCA63992KChi pensava di essere al riparo da rischi cardiovascolari perché perfettamente in linea deve ricredersi. La bilancia, infatti, non misura il grasso viscerale, quello che si deposita nel fegato, nelle arterie e intorno al muscolo cardiaco. L’allarme per i “grassi dentro” arriva dal decimo Congresso Nazionale della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), tenutosi a Napoli dall’8 al 10 marzo. In Italia, secondo gli esperti, oltre sei milioni di persone sono "metabolicamente obese". Il 25 per cento degli adulti normopeso è “grasso dentro” e corre un rischio doppio di sviluppare patologie cardiovascolari rispetto a chi non accumula grasso viscerale, il rischio diabete aumenta, invece, di quattro o cinque volte.  

L’accumulo di grasso a livello epatico, cardiaco e arterioso,  spiega Bruno Trimarco, presidente Siprec e Ordinario di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli, è da ricondursi a stili di vita non corretti, primo fra tutti la sedentariarietà. Spesso chi è in linea ritiene inutile l’attività fisica, che è, invece, indispensabile per la salute di ogni persona.

Per scoprire se siamo “metabolicamente obesi” occorre verificare, attraverso esami del sangue, il valore di trigliceridi, glicemia e colesterolo buono (HDL). Valori verso il limite massimo dei primi due e bassi di HDL, sono la prima spia di un possibile accumulo di grasso a livello viscerale. Giorgio Sesti, Ordinario di Medicina Interna all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, indica, quale esame utile per scoprire la predisposizione al diabete, il dosaggio dell'insulina circolante. “Una conferma dell'accumulo di grassi a livello viscerale inoltre può arrivare da un'ecografia epatica – conclude Sesti - esame veloce, semplice e indolore che dimostra facilmente un'eventuale presenza di grassi nel fegato”. Per combattere il "grasso dentro", oltre a limitare cibi ricchi di grassi saturi e colesterolo, è indispensabile svolgere attività fisica aerobica tre o quattro volte la settimana. Sono sufficienti 30 minuti di corsa leggera, bici o nuoto per sconfiggere il grasso viscerale e le sue insidie.

 

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21 febbraio 2012 2 21 /02 /febbraio /2012 17:23

imagesCAC82C0Z.jpgIl Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito alcune linee guida a tutela della privacy di chi fornisce dati sensibili per la registrazione a siti, blog, forum  e social network dedicati alla salute, stessa garanzia anche a tutela di chi interagisce in siti, blog o forum che non richiedono iscrizione alcuna. Il Garante della privacy nel comunicato stampa del 20 febbraio 2012 scrive: "Da oggi in poi i gestori di questi siti saranno tenuti a fornire agli utenti una specifica "avvertenza", che informi sui rischi di esporsi in rete con la propria patologia." "É quanto stabiliscono le "Linee guida" - prosegue il comunicato - per i siti web dedicati alla salute (che non riguardano comunque i servizi di assistenza sanitaria on line e la telemedicina) varate dal Garante privacy e pubblicata oggi sulla G.U." 

"Il ricorso sempre più crescente alla rete - spiega il Garante - da parte di persone che, nell'ambito di siti web, blog, forum, social network si scambiano informazioni, inviano commenti, chiedono consigli o consulenze, presenta, insieme ad un innegabile vantaggio per gli utenti, anche potenziali rischi connessi alla pubblicazione e alla diffusione on line dei dati relativi alla loro salute." "In base alle Linee guida del Garante - continua il testo - i gestori di siti, blog, forum, social network dedicati a tematiche relative alla salute, che prevedano o meno la registrazione degli utenti, dovranno inserire nella loro home page una specifica "avvertenza di rischio", il cui scopo sarà quello di richiamare l'attenzione sui rischi connessi al fatto di rendersi identificabili sul web in relazione alla propria patologia. E questo anche alla luce della possibilità che tali informazioni possano essere indicizzate dai motori di ricerca generalisti o conosciuti dalla generalità degli utenti Internet e non dai soli iscritti al sito." "L'utente, così avvisato, - spiega il Garante - potrà fare attenzione e decidere in modo più consapevole se inserire o meno dati personali (es. nome, cognome e-mail etc.) che possano rivelare, anche indirettamente, la propria identità o quella di terzi, così come se pubblicare foto o video che consentano di rendere identificabili persone e luoghi. L'utente sarà invitato a dare conferma di aver preso visione dell' "avvertenza di rischio", barrando un'apposita casella."

I siti che prevedono la registrazione dovranno, inoltre, "informare gli utenti sugli scopi per i quali i dati sono richiesti, sulle modalità del loro trattamento, sui tempi di conservazione, sul diritto di cancellare, aggiornare, rettificare o integrare i dati così raccolti, come previsto dal Codice privacy. Il comunicato stabilisce, infine, che "i dati raccolti dai gestori dei siti dovranno essere protetti da rigorose misure di sicurezza, dovranno restare riservati e non essere comunicati o diffusi a terzi, e dovranno essere trattati solo da personale autorizzato."

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15 febbraio 2012 3 15 /02 /febbraio /2012 19:24

imagesCAULU15A.jpgA Carnevale ogni scherzo vale, tranne quando in gioco c’è la salute. Purtroppo dietro le maschere e i costumi colorati, trucchi e bombolette spray può nascondersi un pericolo. Per evitare rischi e festeggiare il Carnevale con intelligenza, il Ministero della Salute ha raccolto alcuni consigli nella guida “Il rischio mascherato, consultabile su portale del Ministero stesso. Un opuscolo di otto pagine illustra le principali fonti di pericolo ed elenca, dal 2008 ad oggi, i casi segnalati in Italia. “Il Ministero della salute – si legge nella guida - invita gli adulti, in particolare i genitori, a fare attenzione alle insidie che possono nascondersi dietro le maschere, i costumi e i gadget venduti in occasione del Carnevale.” “Per quanto riguarda i costumi – continua il manuale - il pericolo maggiore è quello dell’infiammabilità. I vestiti, infatti, sono spesso in materiale sintetico e possono prendere fuoco facilmente. In caso di maschere, i pericoli maggiori sono legati al soffocamento e al rischio chimico per la presenza di ftalati, sostanze tossiche per la riproduzione, assoggettate a restrizione europea.” Dalla guida si apprende che “è possibile tracciare una mappa dei rischi più comuni nei quali si sono imbattuti negli ultimi anni i consumatori europei, analizzando i dati raccolti nel RAPEX, il sistema di allarme rapido attraverso il quale gli Stati membri dell’Unione europea condividono le informazioni sui prodotti che possono minacciare la salute e la sicurezza dei consumatori e le disposizioni messe in atto a livello nazionale.” Dopo aver precisato che “la quasi totalità degli articoli non conformi ritirati dal commercio è di origine cinese” l’opuscolo spiega che “è possibile consultare l’elenco delle sostanze pericolose, anche nell’archivio dei prodotti pericolosi del portale del Ministero della salute.”

L'ultima parte del vademecum è dedicata a fatti avvenuti nel nostro paese. "I primi casi segnalati in Italia risalgono al 2008, a seguito del riscontro di 14 casi di abrasioni corneali e cheratopatia puntata, con prognosi 3-5 giorni. L’Italia notificò al RAPEX, come giocattolo pericoloso, delle bombolette schiuma spray di Carnevale acquistabili nella grande distribuzione e sulle bancarelle.  Il rischio chimico, riscontrato dagli appositi test effettuati dall’Istituto superiore di sanità, era legato alla presenza di sostanze irritanti per gli occhi, oltre che per la pelle. Nel 2011, a seguito di esito di non conformità da parte dell’Istituto superiore di sanità, il Ministero della salute ha disposto il divieto di vendita di alcune maschere in commercio nella provincia di Trento, decorate con brillantini colorati, facili al distacco, che rilasciavano minuscole particelle, tali da penetrare facilmente negli occhi e nelle mucose nasali e orali. Sempre nel 2011 sono stati ritirati e richiamati dal commercio alcuni gadget tradizionalmente usati a Carnevale: le bombolette di stelle filanti provenienti dalla Cina commercializzate come giocattoli, risultate estremamente infiammabili e il manganello multicolore, contenente un fischietto che risultava facilmente staccabile, con conseguente rischio di soffocamento. Nel 2012, a seguito di un’azione dei Nuclei antisofisticazione e sanità (Nas), sono state ritirate e richiamate dal commercio, perché in grado di generare lesioni ad occhi o altre parti del corpo, le cosiddette “penne a scoppio Biro Bang”, scherzi di carnevale pienamente ascrivibili alla categoria giocattoli, anche se a volte impropriamente commercializzati come articoli decorativi per adulti.”

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3 febbraio 2012 5 03 /02 /febbraio /2012 11:12

imagesCAA4W54N.jpgInsieme all'ondata di gelo siberiano di questi giorni è arrivata la guida contro il freddo del Ministero della Salute. Il decalogo di regole e consigli è consultabile online sul portale del Ministero.

"Le ondate di freddo intenso - si legge nell'introduzione - possono provocare problemi alla salute. Oltre che l’incremento di sindromi influenzali, le basse temperature possono causare, infatti, anche una recrudescenza della sintomatologia di malattie croniche, specialmente dell'apparato respiratorio, cardiovascolare e muscolo scheletrico. Nelle condizioni più estreme, si possono verificare anche casi di ipotermia ed assideramento."

"Il freddo eccessivo come quello che registriamo in questo periodo, - prosegue la guida - rappresenta una minaccia per la salute soprattutto degli anziani, dei bambini e delle persone affette da particolari patologie, notoriamente più vulnerabili e a rischio di infezioni. Ma anche le persone giovani in apparente benessere possono subire conseguenze sulla salute, a volte gravi, se esposte a valori di temperatura eccessivamente bassi." 

Segue il decalogo per proteggersi dai malanni dell'inverno: 

1. Regolate la temperatura degli ambienti interni verificando che la stessa sia conforme agli standard consigliati e curate l’umidificazione degli ambienti di casa riempiendo le apposite vaschette dei radiatori: una casa troppo fredda e un’aria troppo secca possono costituire un’insidia per la salute. Può essere opportuno provvedere all’isolamento di porte e finestre, riducendo gli spifferi con appositi nastri o altro materiale isolante
2. Abbiate cura di aerare correttamente i locali: l’intossicazione da monossido di carbonio è assai frequente e può avere conseguenze mortali
3. Se usate stufe elettriche o altre fonti di calore (come la borsa di acqua calda) evitate il contatto ravvicinato con le mani o altre parti del corpo
4. Prestate particolare attenzione ai bambini molto piccoli e alle persone anziane non autosufficienti, controllando anche la loro temperatura corporea
5. Mantenete contatti frequenti con anziani che vivono soli (familiari, amici o vicini di casa) e verificate che dispongano di sufficienti riserve di cibo e medicinali. Segnalate ai servizi sociali la presenza di senzatetto, in condizioni di difficoltà.
6. Assumete pasti e bevande calde (almeno 1 litro e ½ di liquidi), evitate gli alcolici perché non aiutano contro il freddo, al contrario, favoriscono la dispersione del calore prodotto dal corpo
7. Uscite nelle ore meno fredde della giornata: evitate, se possibile, la mattina presto e la sera soprattutto se si soffre di malattie cardiovascolari o respiratorie
8. Indossate vestiti idonei: sciarpa, guanti, cappello, ed un caldo soprabito, sono ottimi ausili contro il freddo
9. Proteggetevi dagli sbalzi di temperatura quando passate da un ambiente caldo ad uno freddo e viceversa
10. Se viaggiate in automobile non dimenticate di portare con voi coperte e bevande calde

 

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14 dicembre 2011 3 14 /12 /dicembre /2011 18:01

imagesCAU3JQ3ZTra lavoro e tempo libero i nostri occhi passano ore davanti a uno schermo. Impegnati a mettere a fuoco immagini e parole, senza accorgecene, sbattiamo le palpebre 5-10 volte in meno ogni minuto. Non ammiccare a sufficienza provoca un calo della lubrificazione oculare, avvertita come sensazione di fastidio e tensione agli occhi. E’ la Computer Vision Syndrome (CVS), che si manifesta nel 75% degli utilizzatori del pc. Oltre a secchezza e bruciore agli occhi, può causare mal di testa, dolore a collo e schiena, sensibilità alla luce e problemi di visione. Per evitare la CVS, oltre a prenderci una pausa di almeno 10 minuti ogni ora, possiamo seguire la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti fare una pausa di 20 secondi, fissando un punto a 20 piedi (circa 6 metri) di distanza. Per diminuire la secchezza oculare si può, inoltre, ricorrere a colliri umettanti, l'utilizzo costante ripristina il corretto film lacrimale.

 

Anche un’illuminazione scorretta può affaticare la vista. Per eliminare riflessi sul monitor dovremmo posizionarci in modo da non avere finestre alle nostre spalle o di fronte, l’ideale è una fonte di luce laterale. Per lo stesso motivo è sconsigliata l’illuminazione a soffitto, meglio una lampada da tavolo. Per evitare posture scorrette è importante, invece, la posizione del monitor. La distanza ideale è di circa 50/65 centimetri, l’altezza deve essere tale da non ostruire la visione di ciò che si trova dietro, va tenuto un po’ più basso, quindi, della nostra linea occhi. La CVS colpisce maggiormente chi ha già difficoltà visive, in questo caso è importante assicurarsi che le lenti di correzione siano adeguate. Anche i bambini vanno tutelati dalla SVC, insegnando loro il corretto utilizzo del computer. Se gli accorgimenti sopra riportati non aiutano ad eliminare i disturbi alla vista è buona regola consultare un oculista.

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