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8 novembre 2011 2 08 /11 /novembre /2011 03:43

1851549095I disturbi alimentari hanno il triste primato di essere la principale causa di morte tra le malattie psichiatriche. Dal 7 novembre 2011, in Italia, è attivo un numero telefonico per chi vuole chiedere aiuto o anche solo un consiglio sull'argomento. Si tratta del primo numero verde nel nostro paese dedicato a chi soffre di disturbi dell’alimentazione. Il numero 800 180 969 sarà operativo 24 ore su 24, dal lunedì al venerdì. Il servizio verrà gestito dall'Ausl 2 di Perugia grazie agli operatori del Centro di eccellenza per i disturbi del comportamento alimentare (DCA), con sede a Palazzo Francisci di Todi, e del Centro per i disturbi da alimentazione incontrollata (DAI) di Citta' della Pieve. Chi comporrà il numero verde troverà quattro esperti (psicologi, nutrizionisti, dietisti) pronti ad ascoltare, orientare e offrire consigli, sapranno, inoltre,  indicare le strutture sanitarie affidabili e certificate dislocate nelle diverse Regioni. Il progetto e i finanziamenti per la sua realizzazione sono stati assegnati dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero della Gioventù. Il fine è di rendere consapevoli della malattia le persone che ne soffrono e riuscire a motivarle per intraprendere il percorso terapeutico che restituirà loro una vita libera dalla prigione del cibo

In Italia le vittime di anoressia, bulimia, obesità sono oltre 3 milioni e il dato, purtroppo, sembra in costante aumento. L’85% dei casi è rappresentato da donne (adulte, adolescenti, bambine), anche se negli ultimi anni il problema sembra colpire anche gli uomini. I disturbi alimentari sono vere e proprie malattie da affrontare con un approccio multidisciplinare: psicologico, corporeo e nutrizionale. Medico internista, psichiatra e nutrizionista stabiliranno di volta in volta il piano terapeutico più idoneo. Anoressia, bulimia e obesità andrebbero affrontati al loro esordio, per evitare che le abitudini alimentari errate si radichino nella quotidianità, fino a diventare certezze irrinunciabili per chi le attua. Il problema con il cibo è legato ad un profondo disagio psicologico, questo non toglie, però, che ad aggravare la situazione ci si metta anche l’ideale di magrezza estrema diffuso dal mondo della moda, in base al quale ogni persona normopeso diventa “grassa”.

 

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Published by cristina reggini - in Psicologia
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29 agosto 2011 1 29 /08 /agosto /2011 11:48

Nel rapporto di coppia la donna usa il dialogo per affrontare e risolvere i problemi quotidiani, l'uomo, invece, spesso lo considera inutile e lo evita. Uno studio americano ha scoperto perché maschi e femmine hanno una diversa propensione al confronto verbale.

Le donne che da tempo se ne erano fatte una ragione, dopo questo studio dovranno proprio rassegnarsi. L’uomo non è incline al dialogo, non perché sia pigro o lo consideri poco virile, non accetta il confronto semplicemente perché lo ritiene inutile. Lo studio che assolve la reticenza maschile al confronto verbale arriva dalla Università del Missouri - Columbia, Stati Uniti, ed è pubblicato sulla rivista Child Development. La ricerca è stata condotta da un team di psicologi che per tre anni ha esaminato un gruppo di duemila bambini e adolescenti di entrambi i sessi. Al termine del periodo di test gli psicologi sono arrivati alla conclusione che, mentre per le femmine il dialogo è importante perché le fa sentire capite e amate, per i maschi la discussione su eventuali problemi è avvertito come una perdita di tempo, una fonte di disagio che li fa sentire “strani”.

Amanda Rose, coautrice della ricerca, spiega che i risultati dello studio tolgono validità alla teoria, in voga per anni, che considera gli uomini poco propensi al dialogo per motivi legati all'imbarazzo o alla paura di sembrare deboli. “Le risposte che abbiamo ottenuto dai ragazzi – dichiara Amanda Rose - suggeriscono, piuttosto, che non credono che parlare dei problemi sia particolarmente utile”.

Alla luce di questa scoperta i genitori, nel confronto quotidiano con i figli, potranno adottare due approcci diversi: alle femmine spiegheranno che il dialogo non è l’unico modo per affrontare i problemi, ai maschi, invece, insegneranno che confrontarsi sulle difficoltà può aiutare a superarle e non è mai una perdita di tempo.

Rome visit, June 2008 - 57Chissà perché
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Published by Cristina Reggini - in Psicologia
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