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  • : informazioni, news e curiosità legate al tema salute, intesa come benessere fisico e psicologico, perché ogni persona è il risultato dell'equilibrio tra psiche e soma
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Testo Libero

5 gennaio 2012 4 05 /01 /gennaio /2012 17:20

imagesCAWE8F2S.jpgUno studio recente ha dimostrato che i maltrattamenti in famiglia rappresentano per i bambini una forma di stress ambientale in grado di aumentare, in modo significativo, il rischio di psicopatologie future, tra cui l’ansia. La ricerca, guidata dal Dr Eamon McCrory, della Division of Psychology and Language Sciences e pubblicata su Current Biology, ha coinvolto un team di scienziati della University College of London (Regno Unito) e una equipe di studiosi dell'Anna Freud Centre (Londra, Regno Unito).

Lo studio è stato condotto su 43 bambini inglesi di dodici anni, 20 dei quali allontanati dalla famiglia d’origine in seguito a episodi di violenza domestica. I ricercatori hanno sottoposto i giovani a immagini di visi femminili e maschili con tre tipi di espressione, triste, arrabbiata e calma e monitorato l’attività cerebrale attraverso risonanza magnetica funzionale (fMRI). La comparazione dei risultati degli esami ha evidenziato come nei 20 bambini esposti a violenza familiare le immagini di visi arrabbiati andavano ad attivare proprio due zone cerebrali preposte all'allerta in caso di pericolo: l’amigdala e l’insula anteriore. Precedenti studi avevano evidenziato una reazione cerebrale analoga nei soldati reduci da missioni di guerra.

Il Dr McCrory, a capo della ricerca, ha dichiarato che i risultati ottenuti rappresentano “i primi indizi su come le regioni del cervello dei bambini possano adattarsi agli abusi tra le mura domestiche.” “Una migliore reattività a un segnale di minaccia come la rabbia – spiega McCrory - può rappresentare una risposta adattativa per questi bambini nel breve periodo, aiutandoli a rimanere fuori pericolo. Può, però, anche costituire un fattore di rischio sul lungo periodo, - conclude il ricercatore - aumentando la loro vulnerabilità a problemi di salute mentale come l'ansia”.

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Published by cristina reggini - in Bambini
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30 novembre 2011 3 30 /11 /novembre /2011 17:41

imagesCA1GHKFVLa statura morale di una persona, il suo valore, non dipendono certo dalla sua altezza fisica, così come il fascino non cambia per qualche centimetro in più o in meno. In alcuni casi, però, la bassa statura dipende da una disfunzione endocrina che parte dall’ipofisi. La crescita inferiore alla norma, per un 5% dei bambini,  è dovuta a sindromi rare, tra cui la carenza dell'ormone somatotropo (GH) che può essere curata. Nel restante 95% dei casi, la statura più bassa della norma non deve preoccupare, potrebbe trattarsi di pubertà ritardata o di bassa statura costituzionale (Bsc). La diagnosi della   disfunzione endocrina si effettua con esami di laboratorio in grado di valutare i livelli di Gh e Igf-1. Se questi valori risultano inferiori alla norma si procede con una risonanza magnetica cerebrale per escludere la presenza di un tumore all'ipofisi. Solo a questo punto, presso centri specialistici abilitati, verrà stabilita la terapia idonea. La cura consiste nella somministrazione della giusta quantità di ormone della crescita umano ricombinante (rhGH). Da circa 20 anni si utilizza un ormone  biosintetico, ben tollerato nei bambini, somministrato quotidianamente tramite iniezione sottocutanea. L'efficacia e la sicurezza della terapia vengono garantiti attraverso controlli periodici. La somministrazione di ormone somatotropo dopo la pubertà non porta alcun beneficio.

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Published by cristina reggini - in Bambini
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1 settembre 2011 4 01 /09 /settembre /2011 20:38

Nei bambini americani la sindrome da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD) è aumentata del 30%. Nonostante le cure il 65% dei bambini "difficili" diventerà un adulto con problemi a relazionarsi nella società. In Italia la somministrazione di psicofarmaci nei giovani pazienti ha sollevato molte critiche e anche la natura del disturbo è fonte di dibattito.

Negli Stati Uniti il deficit di attenzione e iperattività (ADHD) ogni anno colpisce un numero sempre maggiore di bambini. Dall’istituto superiore della sanità degli Stati Uniti (Centers for Disease Control and Prevention) arriva un dato allarmante: nei soggetti di età compresa tra i 5 e i 17 anni, i casi di ADHD sono aumentati del 30%. Questo incremento potrebbe derivare dal maggior numero di diagnosi formulate dai medici, più informati sull'ADHA rispetto al passato, potrebbe anche trattarsi, però, di un aumento legato a situazioni familiari di degrado in cui molti bambini crescono. Il fenomeno avrà ripercussioni anche in futuro se si considera che il 65% dei giovani pazienti diventerà un adulto con problemi sociali, occupazionali e neuropsicologici.

Per formulare una diagnosi di ADHD il bambino deve presentare una serie di "sintomi", come la facilità a distrarsi, il non prestare attenzione all'interlocutore, dimenticare le cose e non riuscire a concentrarsi sui dettagli. Questi bambini spesso si annoiano dopo aver iniziato un gioco e passano senza sosta da un’attività all’altra. L’iperattività si manifesta con l’incapacità di stare fermo sulla sedia e la tendenza a parlare ininterrottamente. I bambini, inoltre, diventano impazienti e scalpitano mentre aspettano il proprio turno per giocare e spesso agiscono impulsivamente ignorando le conseguenze delle loro azioni.

Il trattamento della sindrome da deficit dell'attenzione prevede la somministrazione di psicofarmaci. In Italia l’uso di questa categoria di farmaci nei pazienti in età pediatrica ha sollevato molti dubbi e perplessità. Anche la natura del DHDA è dibattuta, c'è chi lo ritiene un disturbo privo di basi fisiologiche e di una chiara sintomatologia, qualcuno è arrivato a ipotizzare che il DHDA sia una malattia inventata per vendere i farmaci, un caso di disease-mogering. In sintesi, il disturbo teorizzato all’inizio del ‘900, sarebbe tornato in auge negli anni '80 solo per incrementare le vendite delle case farmaceutiche.

Happy little boy
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Published by Cristina Reggini - in Bambini
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