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Testo Libero

1 settembre 2011 4 01 /09 /settembre /2011 20:38

Nei bambini americani la sindrome da deficit dell'attenzione e iperattività (ADHD) è aumentata del 30%. Nonostante le cure il 65% dei bambini "difficili" diventerà un adulto con problemi a relazionarsi nella società. In Italia la somministrazione di psicofarmaci nei giovani pazienti ha sollevato molte critiche e anche la natura del disturbo è fonte di dibattito.

Negli Stati Uniti il deficit di attenzione e iperattività (ADHD) ogni anno colpisce un numero sempre maggiore di bambini. Dall’istituto superiore della sanità degli Stati Uniti (Centers for Disease Control and Prevention) arriva un dato allarmante: nei soggetti di età compresa tra i 5 e i 17 anni, i casi di ADHD sono aumentati del 30%. Questo incremento potrebbe derivare dal maggior numero di diagnosi formulate dai medici, più informati sull'ADHA rispetto al passato, potrebbe anche trattarsi, però, di un aumento legato a situazioni familiari di degrado in cui molti bambini crescono. Il fenomeno avrà ripercussioni anche in futuro se si considera che il 65% dei giovani pazienti diventerà un adulto con problemi sociali, occupazionali e neuropsicologici.

Per formulare una diagnosi di ADHD il bambino deve presentare una serie di "sintomi", come la facilità a distrarsi, il non prestare attenzione all'interlocutore, dimenticare le cose e non riuscire a concentrarsi sui dettagli. Questi bambini spesso si annoiano dopo aver iniziato un gioco e passano senza sosta da un’attività all’altra. L’iperattività si manifesta con l’incapacità di stare fermo sulla sedia e la tendenza a parlare ininterrottamente. I bambini, inoltre, diventano impazienti e scalpitano mentre aspettano il proprio turno per giocare e spesso agiscono impulsivamente ignorando le conseguenze delle loro azioni.

Il trattamento della sindrome da deficit dell'attenzione prevede la somministrazione di psicofarmaci. In Italia l’uso di questa categoria di farmaci nei pazienti in età pediatrica ha sollevato molti dubbi e perplessità. Anche la natura del DHDA è dibattuta, c'è chi lo ritiene un disturbo privo di basi fisiologiche e di una chiara sintomatologia, qualcuno è arrivato a ipotizzare che il DHDA sia una malattia inventata per vendere i farmaci, un caso di disease-mogering. In sintesi, il disturbo teorizzato all’inizio del ‘900, sarebbe tornato in auge negli anni '80 solo per incrementare le vendite delle case farmaceutiche.

Happy little boy

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Published by Cristina Reggini - in Bambini
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