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26 marzo 2012 1 26 /03 /marzo /2012 17:10

imagesCA7D0BMJ.jpgNon è un quadro rassicurante quello emerso dal recente rapporto Ocse: ''Previsioni ambientali al 2050: le conseguenze dell'inazione''. Se le politiche governative non avvieranno un’inversione di marcia, l’inquinamento ambientale, nei prossimi quarant’anni, sarà la prima causa di morte a livello globale, con un incremento delle vittime annuali da 1 a 3,6 milioni. Nei prossimi quarant’anni il valore dell'economia mondiale crescerà di quattro volte, l’aumento della qualità della vita comporterà una maggiore domanda di energia, cibo e risorse naturali, questo, in assenza d’interventi mirati, significherà aumento dei livelli dell’inquinamento.

Un’Ansa del 16 marzo, relativa al rapporto Ocse, riporta numeri allarmanti: “il 2% della popolazione delle città del mondo vive con concentrazioni di Pm10 accettabili, sotto i 20 microgrammi per metro cubo, mentre il 70% ne deve subire più di 70, una cifra che è destinata a crescere nei prossimi anni.” “Un altro aspetto preoccupante – riporta l’agenzia - è quello dell'ozono nelle città, che raddoppierà le proprie vittime dalle 385 mila l'anno a più di 800 mila.” Molte di queste morti saranno concentrate in Asia, sottolinea il documento Ocse, ma anche i paesi occidentali saranno colpiti, soprattutto a causa del fatto che gli anziani, che saranno sempre più numerosi, sono più sensibili a questo gas.” “In aggiunta – conclude la nota - i livelli di ossidi di zolfo e azoto sono destinati, in assenza di interventi, ad aumentare rispettivamente del 90 e del 50%. Secondo il rapporto nello stesso lasso di tempo le emissioni di gas serra potrebbero aumentare del 50%, e il consumo dell'acqua del 40%, mentre un 10% della biodiversità andrà perduta.

Secondo il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, ''rendere più verdi l'agricoltura, la fornitura di acqua ed energia, l'industria, saranno temi critici entro il 2050, per rispondere ai bisogni di oltre 9 miliardi di persone''. ''Abbiamo già assistito al collasso di alcune specie di pesci a causa dell'eccesso di pesca, – spiega Gurria - con impatti significativi sulle comunità locali, mentre serie carenze d'acqua sono una minaccia incombente per l'agricoltura.” “Queste enormi sfide – conclude il segretario Ocse - non si possono affrontare ciascuno per conto proprio, ma devono essere gestiti nel contesto di altre sfide globali, come il cibo, la sicurezza energetica e la diminuzione della povertà.''

 

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Published by cristina reggini - in Inquinamento ambientale
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