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Testo Libero

19 aprile 2012 4 19 /04 /aprile /2012 10:08

yyLa morte improvvisa sul campo da gioco del pallavolista Vigor Bovolenta, 37 anni, avvenuta il 24 marzo scorso, seguita il 14 aprile da quella del calciatore Piermario Morosini, 26 anni, hanno sconvolto il mondo dello sport e non solo. Sui media si parla più che mai di defibrillatori a bordo campo, idoneità sportiva cardiologica e sicurezza dell’attività sportiva in generale. Il dibattito sulle morti improvvise ha, però, superato i confini del mondo dello sport per coinvolgere l’intera società. Purtroppo ogni anno in Italia si contano 73.000 decessi per arresto cardiaco, duecento vittime al giorno. Sull’argomento si è espresso Giorgio Carbone,  presidente nazionale della Simeu (Societa' Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza).

Occorre che anche in Italia, come negli Stati Uniti e in molti paesi europei, sia diffuso in modo capillare, in tutti i luoghi pubblici e dove comunque ci sono molte persone, dagli aeroporti alle stazioni, agli stadi, ai supermercati, le scuole, i teatri, il defibrillatore semiautomatico Aed (Automatic External Defribillator)”, si legge nel sito della Simeu. ''Tutti possiamo contribuire a migliorare la sopravvivenza di una persona vittima di arresto cardiaco - prosegue la nota - la rianimazione cardio-polmonare eseguita da testimoni dell'arresto può raddoppiare le possibilità di sopravvivenza. Per questo la Simeu da anni ormai collabora con l'American Heart Association (AHA), la più importante società scientifica mondiale di ricerca, diffusione e didattica sulla prevenzione e il trattamento delle emergenze cardiovascolari. Con loro siamo impegnati da tempo per diffondere il più possibile i corsi Heartsaver AED AHA con certificazione internazionale, cioè addestramento alle manovre di rianimazione su adulto, bambino e infante e all'uso del defibrillatore semiautomatico AED, un apparecchio tecnologicamente sofisticato, ma semplicissimo e sicuro da usare, in grado di riconoscere la fibrillazione ventricolare e guidare il soccorritore ad erogare lo shock elettrico controllato che può interromperla."

In Italia un Decreto ministeriale del marzo 2011 promuove la diffusione degli AED'', ma l'attuazione della norma - conclude Carbone - è stata delegata alle singole Regioni e la diffusione è ancora troppo a macchia di leopardo''.

 

 

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Published by cristina reggini - in Salute
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